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Valutario Come Valvola Di Sfogo Per Un Equity In Fuga

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EURCHF(EURCHF): Stazionamento Sui Minimi Dell’Anno

S2: 1.048 S1: 1.053 R1: 1.060 R2: 1.072

EURCHF

Dal picco relativo segnato lo scorso settembre a 1.094, EURCHF ha intrapreso una traiettoria ribassista che sotto 1.07, ha assunto le caratteristiche di una continuazione del trend negativo, fulcrato la scorsa primavera a 1.115. La dinamica attuale suggerisce che il modello di ribasso dovrebbe essere in via di completamento, con tre ondate tipiche di un “movimento impulsivo” alla ricerca di un “minimo tecnico” da cui reagire. Al rialzo, quindi, va posta attenzione al recupero di 1.06 per puntare di fatto a 1.071. Per confermare l’innesco di una nuova aziona ribassista, va invece attenzionato l’attuale supporto a 1.54, la cui rottura potrebbe determinare un movimento scomposto con potenziale target a 1.05.

EURJPY(EURJPY): Euro In Controllata Flessione Contro JPY

S2: 129.77 S1: 130.47 R1: 132.21 R2: 133.25

EURJPY

L’importante progressione rialzista proposta ad inizio ottobre ha permesso a EURJPY di approdare nuovamente in area di massimo relativo in area 133.50, validata in ottobre, che ha nuovamente respinto le quotazioni del cambio riproponendo la stessa logica evidenziata all’inizio di giugno. Il ripiego ha nel mirino il supporto in area 130,75, intercettata da importanti riferimenti spazio-puntuali che fino a fine settembre avevano assolto il ruolo di resistenza. Un veloce recupero con eventuale rottura della resistenza più immediata, a quota 132.50, produrrebbe boost con livello target in upside stimato appena sotto quota 133.5. Al ribasso, invece, quota 130.75 assume al momento garanzia di supporto e nel caso venisse meno implicherebbe nuovi drop verso area 129.

EURUSD (EURUSD): Il Differenziale Tassi Muove Un Super Dollaro

S2: 1.138 S1: 1.142 R1: 1.153 R2: 1.160

EURUSD

Questa settimana EURUSD ha mostrato un’estrema debolezza, alimentata dal differenziale tassi USA/EURO, avvalorando l’approccio IRP, per definire i valori del cambio in relazione a quello dei relativi tassi. Tecnicamente, quindi, l’assetto dominante resta favorevole al Dollaro USA. Sul lato rialzista, il recupero di quota 1,153 darebbe “boost” alle quotazioni per target in area 1.166, dove peraltro incrociano importanti riferimenti di matrice SPAZIO-PUNTUALE. Al ribasso, invece, una rottura di quota 1,143 complicherebbe la situazione, con potenziali affondi verso 1.13. Nel quadro a lungo termine è ancora evidente la volontà ribassista dell’euro; sarebbe quindi opportuno il recupero di quota 1.175 per scardinare l’ipotesi di nuovi e più profondi scivolamenti che, a parità di condizioni, potrebbero validare anche area 1,125 in tempi ragionevolmente brevi.

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