Equity: Tutti Ad Aspettare Il CRACK

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USDCHF(USDCHF): USD A Caccia Di Un Supporto Su CHF

S2: 0.896     S1: 0.901     R1: 0.911     R2: 0.918

Fino a quando le quotazioni di USDCHF rimarranno sotto 0.920 le prospettive ribassiste, già delineate nei precedenti report, rimarranno invariate. Pur tuttavia è evidente come la valuta USA abbia stabilizzato le quotazioni, riferendo le oscillazioni alla base di un supporto tecnico formatasi in area 0,906. Implicazioni positive vanno per il momento riferite al recupero di quota 0.920, il cui superamento produrrebbe “boost” verso quota 0.945, cioè a ridosso di 2 STDV rispetto alla retta di regressione che sta tracciando il ribasso dallo scorso marzo. Di converso forzature sotto 0.901, dove il Dollaro sta costruendo un supporto, produrranno nuovi “drop” con target stimato in 0.896. Da sottolineare il forte stress degli indicatori di momentum che, in posizione simile, in passato, hanno sempre fornito spunti reattivi.

USDZAR(USDZAR): Test Sui Supporti Per Il Dollaro

S2: 15.447      S1: 15.563     R1: 15.886     R2: 16.093

L’importante progressione ribassista per USDZAR sembrava essersi esaurita, con il Dollaro USA che aveva trovato sostegno in area 16.35. La rottura di questo supporto, in raccordo con la componente Ciclica, ha invece messo in dubbio questa idea, con evidenze ulteriori a voler proseguire al ribasso nei prossimi giorni. La rottura della MM a 200 periodi è stata determinante per questo ulteriore ribasso, con l’obbligo di rivedere totalmente lo scenario di fondo e considerare nuovi affondi ribassisti per il Dollaro Usa. Se quota 16.25 non venisse prontamente recuperata potremmo assistere ad un tentativo di tenuta di quota 15.85 dove incrocia la retta di regressione che sta accompagnando il trend ribassista dallo scorso aprile.

USDJPY (USDJPY): USD Sempre Al Ribasso Contro JPY

S2: 102.69     S1: 103.08     R1: 104.2     R2: 104.93

USDJPY mantiene la sua posizione ribassista secondo i grafici intraday, con maggior concentrazione di vendite sistematicamente intervenuta tra quota 105 e 106. Sul breve e medio periodo la struttura è quindi letta in chiave ribassista, con conferme che arrivano da tutte le medie di riferimenti. Gli indicatori tecnici, dopo aver segnato dei punti di flesso inferiore su livelli estremi, mostrano una buona reazione, ma rimangono ben al di sotto della linea mediana, mancando di forza sufficiente per suggerire una ripresa sostenuta. In forza delle implicazioni tecniche assunte nel breve, aggravate dalla rottura di quota 104, il Dollaro USA potrebbe approdare sul supporto “invisibile” a quota 103.15, intercettato 2 STDV sotto il riferimento regressivo che sta accompagnando il ribasso dallo scorso marzo.

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